leave out all the rest



Forgetting
All the hurt inside you've learned to hide so well
Pretending
Someone else can come and save me from myself
I can't be who you are

When my time comes
Forget the wrong that I've done
Help me leave behind some
Reasons to be missed
Don't resent me
And when you're feeling empty
Keep me in your memory
Leave out all the rest

Leave out all the rest


aerials in the sky



past collapsed



  • August 2010
  • July 2010
  • June 2010
  • May 2010
  • April 2010
  • March 2010
  • February 2010
  • January 2010
  • December 2009
  • November 2009
  • October 2009
  • September 2009
  • July 2009
  • June 2009
  • May 2009
  • April 2009


  • categories



  • ambasciatori da おたくランド
  • anche internet ha un'anima
  • certo che i ggiovani
  • emoing
  • genialità evidenti
  • giappolandia
  • incazzature non-pianificate
  • Io: moderatamente ottimista
  • ma guarda un pò…!
  • photoshop e dintorni
  • randomness
  • scribacchina impenitente
  • squee!fangirling
  • studia che ti fa bene
  • tubo catodico e cinematografó
  • Uncategorized
  • 友達
  • 東京
  • 音楽


  • Buddies



    social networks?





    But I don’t feel like dancing
    June 20, 2010, 9:47 am


    Non amo i Paramore, lo dico, però direi che c’è una canzone che mi si adatta bene, ultimamente.
    Non scrivo post canterini da quando avevo 16 anni, sto regredendo. :D
    Sperimo che smetta di piovere presto. Rivoglio la mia vita. Rivoglio i miei amici.

    And when it rains,
    On this side of town it touches, everything
    .
    Just say it again and mean it.
    We don’t miss a thing.
    You made yourself a bed
    At the bottom of the blackest hole
    (blackest hole)
    And convinced yourself that
    It’s not the reason you don’t see the sun anymore

    And oh, oh, how could you do it?
    Oh I, I never saw it coming.
    Oh, oh, I need the ending.
    So why can’t you stay
    Just long enough to explain?

    And when it rains,
    You always find an escape
    Just running away,
    From all of the ones who love you,
    From everything.

    You made yourself a bed
    At the bottom of the blackest hole (blackest hole)
    And you’ll sleep ’til May
    And you’ll say that you don’t want to see the sun anymore

    And oh, oh, how could you do it?
    Oh I, I never saw it coming.
    And oh, oh, I need the ending.
    So why can’t you stay just long enough to explain?

    Take your time.
    Take my time.

    Take these chances to turn it around. (take your time)
    Take these chances, we’ll make it somehow
    And take these chances to turn it around. (take my…)

    Just turn it around.

    Oh, how could you do it?
    Oh I, I never saw it coming.
    Oh, oh, how could you do it?
    Oh I, I never saw it coming.
    Oh, oh, how could you do it?
    Oh I, I never saw it coming.
    Oh, oh I need an ending.
    So why can’t you stay
    Just long enough to explain?

    You can take your time, take my time.


    no memorie

     
    I suck at life
    June 19, 2010, 11:01 am


    Ok. Ieri è stata una giornata di merda. Avete presente quelle giornate che ci sono solo nei libri o nei film, quelle in cui il protagonista pensa “era meglio se rimanevo a casa a dormire, oggi”?
    Io credevo esistessero solo nella fiction, invece ieri ho provato sulla mia pelle che giornte come queste esistono.
    Nel giro di 2 giorni ho segnato la fine del mio contratto di lavoro.
    Giovedì Marco mi ha fatto discorsi assurdi? Bene, Venerdì è passato l’INPS a fare un controllo. NOCOMMENT.
    Inutile dire che mi sento una caccola. E il mio contratto scade fra 2 settimane. CHE SFIGA.
    Oggi non ho voglia di fare nulla, e probabilmente dovrei starmene a casa (sono sicura che oggi le sentirò tantissimo, al lavoro) ma non me la sento di non fare nulla. Andrò al lavoro e mi prenderò le mie responsabilità e pure le ramanzine.
    E’ l’unica cosa che posso fare.
    Faccio schifo. Rilakkuma, proteggimi tu.


    1 sadly moment

     
    LA FEBBRA
    May 19, 2010, 7:33 pm


    Ovviamente quando meno me lo aspetto – alias quando credevo diessere riuscita a farla franca, per una volta – arriva la febbre. Probabilmente passata da mio padre a mia madre e da quest’ultima a me. <3′
    La sensazione è più o meno quella di essere schiacciato dal tir della Coca-Cola. A rendere detestabile il tutto è il raffreddore/maldigola/tosse/schifo, di per sé la febbre viene e va.
    L’unica cosa “awww” è che il mio 相棒 a Tokyo è simultaneamente nelle mie stesse condizioni. Siamo gemelli siamesi.


    no memorie

     
    Blah – Basta Lagnarsi Ancora/ Hold-on
    April 7, 2010, 9:12 pm


    Io lo so cos’è quella fitta allo stomaco, quella sensazione come se si stessero annodando le budella.
    Io lo so cos’è quella sensazione di nausea, quel sospiro che ti trema nella gola come un singulto di pianto che trattieni a stento.
    Io lo so cos’è quella smania di circondarsi di tutte le cose buone e che desideri per allontanare la testa da quel pensiero.
    IO SO DA COSA DIPENDE QUELLA PAURA.

    Sto mollando tutto.
    Non voglio. Non voglio. Non voglio. Non voglio. Non voglio. Non voglio. Non voglio. Non voglio. Non voglio. Non voglio. Non voglio. Non voglio. Non voglio. Non voglio. Non voglio. Non voglio. Non voglio. Non voglio. Non voglio.
    Ho paura.


    1 sadly moment

     
    C’è un mondo di intenti dietro gli occhi trasparenti
    March 8, 2010, 6:27 pm


    Ho sempre pensato che l’amicizia fosse un concetto assoluto, un po’ come la vita, la morte, l’amore e tutte quelle cose che segnano in modo particolare l’esistenza di un comune essere umano.
    Per me è un concetto che di vago ha davvero poco.
    Come gli altri concetti assoluti, anche l’amicizia ci segna profondamente, probabilmente perchè é la primissima cosa che impariamo a mettere in pratica (dopo mangiare, bere, piangere, fare la cacca e tutte quelle cose che si fanno quando si è piccoli e che cerchiamo di condividere -anche se non sempre succedde di riuscirci – solo con i nostri famigliari) senza che qualcuno ce lo insegni. E’ istinto di socializzazione.
    Questo preambolo delirante per introdurre un paio di questioni che ho molto a cuore e che tendono a procurarmi un certo turbamento, qualcosa che faccio fatica a tenermi dentro.
    Ecco, forse questo mio desiderio non verrà compreso da tutti ma so che ci sono delle persone, tra voi lettori, che capiranno. I primi a capire saranno i miei amici ma, badate, gli amici veri o meglio, quelli che sanno come lavora la mia testa e non la temono. Loro comprenderanno L’URGENZA che mi spinge a farlo e tra tutti, solo loro penseranno di non essere chiamati in causa in questo vaneggio che sta per seguire. Vi amo per questo, ragazzi.
    Il punto, il succo del discorso è proprio quello che ho involontariamente anticipato: tipologie di amicizie.
    La cosa che odio di più al mondo è catalogare le persone in base all’amicizia che nutro/nutrono per me. Perché? Presto detto: per me l’amicizia è un concetto assoluto.
    Sostanzialmente o ti considero un amico altrimenti sei un conoscente e BASTA. Non c’è amico di serie A e amico di serie B, con me.
    LO SO CHE C’E’ CHI NON LO PENSA MA QUESTO NON E’ UN PROBLEMA MIO.
    Ora, forse, qualcosa comincerà ad apparirvi più chiara, in questo discorso.
    Il fastidio di cui parlavo prima nasce proprio da questo concetto: odio, detesto, non tollero di essere merce in catalogo da scegliere solo quando gira e se rispondo a determinati criteri di scelta. No.
    Se siamo “amici” lo siamo a prescindere dal RESTO, da quanti soldi ho, dalla disponibilità della mia casa, dalla macchina e simili.
    Non sopporto di sentirmi come un pacchetto di macinato al bancone della carne, tastato, palpicciato, scrutato, valutato tra altri mille pacchetti di carne e magari SCARTATO perchè il pacchetto di macinato vicino era MISTO e non MAGRO. NO.
    Non sono il vostro parco divertimenti, non sono neanche il vostro weekend-planner o cose simili. Non mi piace che certe cose finiscano sempre con persone che non sanno da che parte pendere perché aspettano di vedere cosa gli conviene fare. NO. L’amicizia non è un rapporto di CONVENIENZA. Se dovete intrattenere rapporti di questo tipo fatelo pure con le vostre conoscenze, ma non parlate di “amicizia” perchè questo non ha proprio nulla a che vedere con lei.
    Poi lo so che non finisce qui, questo fastidio, che c’è qualcosa di più profondo, solo che non ho il coraggio di puntare il dito contro qualcuno, perché le cose sono diverse da anni fa e non ha senso recriminare su cose passate.
    Però è lo stesso fastidio che provavo una volta, come se interessasse SOLO a me reinstaurare un rapporto bello come quello di un tempo. A parole siamo sempre tutti: “Sì, come una volta! Che bello!” ma la realtà è che a me sembra di essere l’unica ad investire tutto quello che posso nel tentativo di far sì che le cose tornino ad essere belle come una volta. E dire che anche io ho una vita più frenetica e occupata rispetto ad allora, perciò scuse tipo università, moroso/a, lavoro, trovano il tempo che trovano. Perché io dovrei riuscirci o, per lo meno, provarci e voi no?
    Perché devo sempre fare IO il diavolo a quattro per farmi SCEGLIERE da voi e non siete voi, ogni tanto, a scegliere di fare quel qualcosa di tanto particolare/diverso con ME?
    Se Gigino il Camionaro vi propone di andare a Gardaland e magari eravate già impegnati con me per cazzeggiare in giro, perché non viene mai fuori “Perché non andiamo a Gardaland, già che ci vediamo?” e, invece, devo dire “Andiamo a Mirabilandia?” per cercare di compensare e spingervi a scegliere me?
    Yuuuhu? Non mi vedete?
    Non vedete, ci sono anche io!
    No. Evidentemente è chiedere troppo. Evidentemente, boh.
    Evidentemente se ci eravamo separati anni fa era proprio perché quello che pensavo era vero, alla fine. Interessava più a me che a voi.
    Teniamocela così, allora. Io di certo non vi aiuterò tirandomi indietro per permettervi di scegliere quell oche vi fa più comodo e farla franca. Voglio sentire dalla bocca di ognuno di voi le motivazioni (o le balle?) che vi spingono a scegliere quello stronzo di Gigino il Camionaro.
    Nulla togliere a Gigino, ovviamente, il problema non è lui. Siete voi. <3

    “[...]Per non vergognarti,
    scivoli di nuovo e  ancora come se
    non aspettassi altro che sorprendere le facce,
    distratte e troppo assenti per capire i tuoi silenzi,
    c’è un mondo di intenti dietro gli occhi trasparenti,
    che chiudi un po’…
    Che chiudo un po’.”


    6 happy moments

     
    I hope you get all that you really wanted
    January 13, 2010, 1:53 pm


    Non sono arrabbiata con te. Non sono infastidita come potrebbe sembrare. Non ti odio. NON-TI-ODIO.
    E non fare quella faccia , che sai benissimo che non ti odio.
    E’ che io non sono brava in queste cose, credo sempre di sapere qual’è il modo giusto di affrontare le situazioni, invece mi ritrovo a cercare appigli a cui aggrapparmi, senza avere un reale PIANO da seguire.
    Insomma, pensavo di aver capito e invece l’ho realizzato solo oggi.
    Riesco a pensare chiaramente solo alla mia stanza, qui a Udine, a cambiare mobili, cambiare colore alle pareti. Renderla mia come se fosse l’unica vera cosa totalmente e unicamente mia. Ho un letto più grande, adesso, solo mio.
    Sto cercando di abituarmi all’idea di non dover dividere più gli spazi, a non pensarla come una stanza per due. I “miei cassetti” non esistono più. E’ mia tutta la cassettiera, tutta la libreria, tutti i libri dentro, anche la polvere che c’è sopra i mobili è solo mia.
    E’ che sono così, stupida e bambina e non so ma credo di comportarmi così freddamente con te per cercare di abituarmi a non averti più lì.
    Ho paura che non saprei che farmene di quella stanza senza qulcuno con cui dividerla.
    Tu te ne vai, io resto a guardare il tuo letto vuoto, a non sentirti battere sulla tastiera del pc, a non vederti alzare con la coperta e fare il caffé.
    Sto facendo le prove di convivenza con me stessa e basta. Quindi non è che ti odio.
    E’ che ho paura di non sopportare la tua non presenza, quando dovrò farlo. Spero solo che tu riesca a viverla al meglio, questa esperienza.
    E adesso ritorno al silenzio: è una sensazione a cui devo riabituarmi in fretta.
    Ti voglio bene, Bobo.


    1 sadly moment

     
    Stranger in a strange land
    December 23, 2009, 8:22 pm


    Anche quest’anno è passato a farci gli auguri il signor B.
    Il signor B. è un uomo di un’età imprecisata che potrebbe andare dai 50 ai 65 anni, è siciliano e viene qui in Friuli a vendere le arance e i limoni che coltiva lui stesso in Sicilia.
    Il signor B. vive in provincia di Ragusa ed è una persona davvero forte. Gira in una 500 rossa scassata in cui fa fatica ad entrare e ci porta sempre una cassa piena di arance.
    Questo perchè mio padre, diversi anni fa quando lavorava ancora nell’ufficio tecnico del comune dove vivo, lo aveva aiutato a far valere i suoi diritti contro l’amministrazione dell’epoca, che non gli voleva permettere di allargare il capannone dove teneva la frutta per pura omertà.
    Il capannone non èancora riuscito ad ampliarlo, però porta sempre qualcosa a mio padre. Dice che è l’unico che l’ha sempre aiutato.
    Quest’anno ha portato a trovarci una dei suoi figli, una bellissima bambina di 9 anni. E’ bellissima, ha i capelli scuri e lunghi. E’ dolce come lo zucchero.
    Non aveva mai visto la neve. Sorride tantissimo.
    Il signor B. ha parlato un pò con i miei. Ho sentito che gli raccontava diverse cose. Io giocavo con la bimba e i miei gatti.
    L’anno scorso, al signor B. hanno bruciato la macchina. Era nel suo paese a coltivare i suoi campi.
    Lui lo chiama feudo. Cercano di farlo fuori, il signor B.
    Ha detto che porta la bambina al poligono a sparare e lui gira sempre con il fucile a pompa in macchina. “Io gli trapano la testa con gli occhi a quelli.
    Ha un accento fortissimo.
    Racconta tante cose e vedo mio padre con gli occhi lucidi. Non è una cosa che capita spesso.
    Quando papà lo accompagna alla macchina, il signor B. gli dice una cosa.
    “Speravo che me lo dessero, il permesso di ampliare quel capannone, così ci facevo 4 stanze e portavo almeno su i bambini. Ma qui è come da qualsiasi altra parte.”
    “No, qui è peggio.” gli ha risposto papà: “Perché qui pensano anche di essere migliori.”
    Il signor B. ha annuito e ha messo in moto. Si sono salutati e rifatti gli auguri. La bambina salutava con la mano.
    Io spero con tutto il cuore di rivedere il signor B. anche il prossimo anno.
    Auguri.

    If looking for jesus, get on your knees.


    1 sadly moment

     
    it’s not the reason you don’t see the sun anymore
    December 16, 2009, 7:56 pm


    You made yourself a bed at the bottom
    of the blackest hole (blackest hole)
    and convinced yourself
    that it’s not the reason you don’t see the sun anymore

    Ultimamente sembro essere colpita dalle belle notizie. Mi viene naturale chiedermi se ne sono/sarò all’altezza.
    Non mi resta che aspettare e vedere. Impegnarmi. So che lo farò. <3
    Mi sento vagamente malinconica, in questi giorni. Lunedì ho fatto la visita che tanto aspettavo e sembra che anche su quel frotne, ci siano notizie buone. Direi ottime.
    Che avrai da lamentarti, direte voi?
    No, da lamentarmi niente, anzi: sono in uno strano stato di confusione e gioia. Però, ecco, c’è qualcosa che un pò mi turba.
    Credo sia qualcosa legato ad un aspetto della storia che non avevo mai preso in considerazione.
    Non riesco ad immaginare come potrei apparire alla fine di questo percorso. Ho sempre avuto chiaro nella mia testa, fantasticando e sognando, il tipo di donna che avrei sempre voluto essere ma non mi sono mai preoccupata di far combaciare alcuni tratti di questa donna con i miei.
    E’ come sognarsi come Nicole Kidman: ci siamo mai preoccupate di avere, che ne so, gli occhi chiari? Gli zigomi (rifatti)alti?
    Ecco, la donna che vorrei essere esiste nella mia mente ma non mi sono impegnata per far sì che i suoi occhi avessero il mio stesso taglio, che il suo naso fosse piccino come il mio o che le sue labbra assomigliassero alle mie. Lei esiste e solo per una fortuita serie di circostanze ha certi caratteri simili ai miei.
    Ecco che arriva il nocciolo della questione: non riesco proprio ad immaginarmi diversa da ora, perciò non riesco a capire se assomiglierò mai a lei.
    Sarà stupido ma se chiudo gli occhi, non riesco a vedere niente. Questa cosa mi mette a disagio.
    Non fermerà di certo la mia corsa, no. Io avvererò i miei sogni, a qualsiasi costo.
    Però, sì,  mi sembra di fare un salto ad occhi chiusi.


    4 happy moments

     
    Commenti: ok.
    December 16, 2009, 1:19 pm


    :D ho un mal di schiena che vorrei morire. Ho reinstallato tutto. Ora va.


    2 happy moments

     
    Mi sto incazzando ._.
    December 12, 2009, 10:37 am


    Ok, come mi avete gentilmente fatto notare, i commenti hanno deciso di abbandonare questo blog.
    La cosa – ho scioccamente pensato io, senza tener conto della possibilità che accadano cose, come dire, INSPIEGABILI – sembrava risolvibile.
    Ho cercato nelle stringhe di php: perfette.
    Ho cercato nel css: perfetto.
    Ho cercato nelle impostazioni gay di WP: normali.
    Incazzamento.
    Ho provato a cambiare template e rimettere uno di quelli vecchi, quelli che FUNZIONAVANO: stesso problema.
    Mi sono incazzata. .___.
    Ora, non o se e quando capirò qual’è il problema. Spero presto. Non odiatemi se non funionano. ç__ç
    (Questa storia ha rovinato il mio momento “frigna” dedicato al nuovo singolo dei Versailles. fuck.)


    1 sadly moment

     

    « Articoli precedenti